Documento Congressuale MLAC

MLACDalla contemplazione di Cristo lavoratore e dalla riflessione sul messaggio cristiano traggono luce i principi interpretativi della situazione storica e le proposte operative che fanno parte della dottrina sociale della Chiesa, il cui compito primo è di educare le coscienze, indicando la giusta direzione di un cammino di riforma sempre aperto. Spetta poi ai cristiani, particolarmente ai fedeli laici, inserirsi nel tessuto della società civile, per “inscrivere la legge divina nella vita della città terrena” (Gaudium et spes, 43). Queste parole di Giovanni Paolo II, pronunciate all’AC nel convegno delle presidenze diocesane, tracciano il cammino ideale del Movimento Lavoratori verso un percorso di servizio e testimonianza alla Chiesa e alla società.

Contemplazione e riflessione come orizzonti dell’operare

Contemplazione e riflessione (la via indicata dal Papa) vogliono essere i due pilastri del nostro cammino. In primo luogo un legame più intenso con la Parola, che deve nutrire ogni azione e riflessione anche attorno al mondo del lavoro; poi una più ampia conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa, essenziale per dare sostanza e substrato alle azioni da concretizzare nel territorio. In un tempo di crisi (non solo economica) come l’attuale, è necessario ribadire con forza che qualsiasi progetto ecclesiale, familiare e comunitario, per quanto tecnicamente valido, se privo dell’incontro continuo con Dio perde inesorabilmente la sua efficacia. Il punto di partenza deve essere quindi mettersi costantemente al cospetto di Dio, nella preghiera, con i sacramenti, per affidarsi a Lui e testimoniare senza timore Gesù anche nel mondo del lavoro.

Un’azione educativa al lavoro

Tutto ciò necessita di una costante ed attenta azione educativa al lavoro, quale luogo privilegiato d’evangelizzazione. Quest’annuncio arriva ai cuori degli uomini attraverso la testimonianza autentica di chi ogni giorno, pensando al proprio lavoro da intraprendere, sa che è Dio che lavorerà su di lui attraverso sé. In questi ultimi anni il mondo del lavoro è stato messo in discussione da profondi mutamenti; oltre alla dimensione personale del lavoro, sta cambiando infatti anche il suo significato sociale. Se in passato il lavoro esercitava un ruolo sociale, attuando processi di crescita, ridistribuzione del reddito e costruzione di legami profondi tra le persone, oggi si riscontra un individualismo spinto in cui l’uomo viene negato come persona, soggetto di diritti inalienabili nella sua unicità, e trasformato in individuo, entità di per sé trascurabile e intercambiabile, il cui unico valore sta nella capacità di consumo e la cui dignità si riduce a mero criterio statistico. Rappresentando il lavoro come crocevia delle trasformazioni sociali, occorre chiederci se esso sia ancora in grado, come in passato, di concorrere ad una società più democratica e solidale. Il lavoro, sinonimo di sicurezza economica, realizzazione personale e veicolo di cittadinanza si è trasformato per molti in precariato, mobilità e mancanza di tutele, che causano scoraggiamento e inquietudine, squilibri e ingiustizie sociali. Di fronte a tutto ciò occorre, più che mai, non solo offrire motivi di speranza, ma anche attivare processi di educazione al lavoro, capaci di recuperarne il significato e formare persone responsabili a servizio della società. Ogni cristiano deve essere via d’evangelizzazione e promotore di pastorale d’ambiente, appellandosi alla sorprendente novità di un incontro vero con Cristo nel lavoro. Solo così possiamo mantenere accesa la speranza in un mondo più bello, restituendo valore alla progettualità e alla solidarietà.

La sfida di una sintesi tra realtà economica e laicato organizzato.

La sfida di oggi, per il laico, è quella di elaborare proposte concrete, che parlino alla società e al mercato del lavoro di cui facciamo esperienza quotidiana. Un compito affascinante e complesso, perché impegna da un lato a moltiplicare le occasioni (oggi rare) di confronto con i vari soggetti della realtà economica, alla ricerca della sintesi possibile tra i principi e le sfide del tempo presente; e dall’altro a verificare se tra le varie organizzazioni laicali esistono le premesse per un progetto comune. Crediamo che il compito del MLAC in collaborazione con Giovani e Adulti debba essere quello di proporsi come promotore e facilitatore di questo processo di convergenza tra associazioni, e c’impegniamo a radicarne le conclusioni nei nostri territori e ambienti di lavoro.

Maurizio Biasci

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